Il cibo alla griglia… ti frigge il cervello!

La primavera è alle porte e saranno in molti a darle il benvenuto con un bel barbecue. Nulla di male ma… cercate di non abusare della griglia!!! Perché? Perché un nuovo studio suggerisce che la cottura la griglia sia una delle peggiori tecniche di cottura, almeno per ciò che riguarda il vostro cervello.

E’ tutta una questione di ridurre al minimo l’esposizione a ciò che in inglese si chiamerebbe AGE (advanced glycation endproducts), cioè composti chimici creati quando proteine ​​e carboidrati interagiscono in assenza di un enzime di controllo.
Proprio alcuni alimenti e metodi di preparazione possono aumentare drasticamente i livelli di questi pericolosi composti nel corpo. Ad esempio, l’associazione carni grasse con condizioni di cottura ad alta temperatura (ad esempio un hamburger alla griglia) è una potenziale bomba ad orologeria nel nostro corpo, con concentrazioni estremamente elevate di AGE.
Quali conseguenze sulla salute provocano questi enzimi? Essi possono causare gravi danni cellulari, ed inoltre sono fattori che accelerano  il danno delle cellule legato all’età. Non per niente si tratta di un processo di ossidazione, proprio come avviene nei radiali liberi.

allagriglia

Il legame tra i livelli di AGE elevati nel corpo e una diminuzione delle attività di sostanze chimiche che aiutano a scongiurare le malattie come il diabete e l’Alzheimer è stato recentemente evidenziato in uno studio pubblicato sulla rivista “Proceedings of National Academy of Sciences”.
Dopo il monitoraggio di un gruppo di americani adulti, di almeno 60 anni di età, per un periodo di nove mesi, i ricercatori della Scuola di Medicina Ichan al Mount Sinai Hospital hanno scoperto che le persone che avevano una maggiore quantità di AGE nel loro sangue erano più propensi a sperimentare il declino cognitivo e mostrare segni di insulino-resistenza.

“La demenza senile ed il morbo di Alzheimer sono ormai epidemie nelle società occidentali, e sono strettamente legate al diabete“, dice l’autore dello studio Helen Vlassara, MD, professore e direttore della Divisione Sperimentale sul diabete e l’invecchiamento presso il Dipartimento di Geriatria Brookdale al Monte Sinai. “I nostri studi su animali e soggetti umani confermano che gli alimenti ricchi di AGE hanno importanti implicazioni negative per la salute.”

Vlassara aggiunge poi che una dieta corretta, viceversa, aiuta a contrastare gli effetti dell’invecchiamento sulla salute del cervello. E non si tratta solo di quali cibi mangiamo, ma di come li cuciniamo. In generale, la dieta consigliata per chi vuole minimizzare la quantità di AGE nel proprio corpo è familiare a noi italiani perché – come raccomandano gli autori dello studio – segue le linee guida della dieta mediterranea: in primo luogo consumare prodotti con una bassa percentuale di grassi del latte, e poi pesce, legumi, frutta, verdura e cereali integrali; assumere meno carni grasse, alimenti altamente trasformati, prodotti lattiero-caseari ad alto tasso di grassi; per quanto riguarda le tecniche di cottura, preferire la bollitura, il vapore, la stufatura ed ovviamente i cibi rudi; se ci si vuole concedere una grigliata, accertarsi di marinare le vostre carni in soluzioni acide, come l’aceto o succo di limone.

In generale poi la preparazione dei cibi è la chiave per non incorrere nell’errore di trasformare un cibo sano in un coacervo di AGE: prendiamo il salmone, un filetto di salmone crudo (528 kU/100 g) è sicuramente sano, ma è possibile aumentare la quantità di AGE di quasi sei volte ( 3083 kU/100g) semplicemente mettendolo in padella con olio d’oliva.

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Previeni l’Alzheimer con la dieta

Che il junk food faccia male è ormai pubblico dominio. Che questo sia correlato anche all’alzheimer è invece stato da poco confermato. Scienziati americani e australiani hanno infatti osservato come l’accumulo di glicotossine, una caratteristica tipica delle diete occidentali iperproteiche e ricche di zuccheri e cibi raffinati, possono portare col tempo alla demenza senile. La loro ricerca, pubblicata da poco sulla rivista PNAS , ha scoperto che le glicotossine rendono in qualche modo inermi gli enzimi protettivi noti come sirtuine, con la conseguenza di un pericoloso accumulo di placche negli spazi tra le cellule nervose del cervello.

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Le glicotossine abbondano in tutti gli alimenti trasformati e zuccherati, in particolare quelli cotti ad alte temperature. Essi sono legati a diabete e malattie neurodegenerative. Nel nuovo studio è inoltre stato osservato come il gruppo di topi avevano perso la capacità di pensare e di muoversi normalmente dopo che erano stati nutriti con glicotossine a livelli simili ad una dieta occidentale.

Uno studio clinico effettuato su 100 residenti volontari di New York, tutti di età di almeno 60 anni, ha sostenuto le conclusioni tratte dal primo studio di laboratorio. I partecipanti con alti livelli glicotossine nel sangue avevano valori bassi di sirtuine, e hanno in seguito sperimentato un importante declino cognitivo e resistenza all’insulina nel corso dello studio.

Un famoso neuropsichiatra di Sydney, Perminder Sachdev, ha confermato che i risultati erano “biologicamente plausibili”. In effetti diversi scienziati  già da tempo sospettavano questa pericolosità delle  glicotossine, ed il legame che rendeva i diabetici inclini ad andare incontro a malattie del cervello.

Viceversa, livelli di sirtuine più elevati potrebbero aumentare l’aspettativa di vita fino al 50 per cento. Non per niente “sono state chiamate molecole della longevità”, ha dichiarato il professor Sachdev, dell’Università del New South Wales.

Lo stesso professore ha anche ipotizzato che ulteriori meccanismi potrebbero spiegare il legame tra diabete e demenza. Una possibilità è che la resistenza all’insulina porti alla demenza senile perché l’insulina ha un ruolo importante nella conservazione cervello.

Come ridurre il rischio di andare incontro al morbo di Alzheimer dunque? Pur non esistendo una formula magica, come per molte altre malattie, lo stile di vita è di fondamentale importanza. Le diete a basso contenuto calorico, con molte verdure a foglia verde, fibre, pesce e olio d’oliva – la dieta mediterranea, per esempio – potrebbero aiutare a proteggere il cervello.

10 quiz ed esercizi di memoria

Abbiamo sempre sottolineato l’importanza dell’allenamento del proprio cervello proprio come se fosse un muscolo: per restare mentalmente più attivi, incrementare la propria intelligenza e potenziare la memoria bisogna insomma tenersi allenati!
Quelli di seguito sono quiz e giochi pensati proprio per aiutare la propria capacità di memoria. Sei pronto ad iniziare?

allenarecervello

1) Dettagli

Prendete una foto da una rivista d’arredamento d’interni, meglio se ricca di oggetti e dettagli. Osservatela per 30 secondi. Poi mettetela da parte e provate a scrivere tutti gli oggetti che ricordate. Ripetete l’esperimento subito dopo con una nuova foto e osservatela per 1 minuto: farete molta più attenzione ad ogni dettagli!

2) numeri in libertà

scrivete su un foglio una serie di numeri scelti a caso, partendo con una serie da cinque cifre ed arrivando gradualmente a nove. Ripetete senza guardare la serie scritta al ritmo di un numero al secondo, fin quando non sarete in grado di ripetere senza errori tutte e nove le cifre. Ora aumentate il numero delle cifre passando a dieci, poi a undici fin quando non raggiungete il vostro limite di capacità di memoria. Ripetete poi gli stessi numeri, ma questa volta al contrario, dall’ultimo al primo. Questo esercizio può essere fatto anche utilizzando le parole al posto dei numeri.

3) 15 parole

Dal link di seguito accederete ad un test di memoria semplice ed interessante. Si tratta di memorizzare 15 parole e di rispondere successivamente ad altrettante domande che richiederanno di fornire come risposta ciascuno dei termini appena memorizzati. Non è tutto qui, la prova infatti non consiste solamente nel rispondere in maniera corretta alle domande, ma richiede anche che questo venga fatto nel minor tempo possibile. Ad ogni risposta errata si ricomincerà dalla prima domanda, e soltanto quando tutte e 15 le risposte giuste verranno fornite una di seguito all’altra il test avrà termine!
Ecco il test

4) Games for the brain

Non uno ma decine di giochi ed esercizi di memoria divisi per categoria: si tratterà di osservare figure, colori, forme, allenando soprattutto la memoria visiva.
Li trovate tutti su Games for The Brain

5) Segnali di vita

Molto similmente ai giochi precedenti, in questo sito web sono presenti quiz di memoria con soluzioni, soprattutto orientati ad allenare la memoria visiva
Ecco i quiz.

6) Conteggio alla rovescia

Provate a contare alla rovescia seguendo questi tre esempi: cominciando a contare da 200, sottrarre 5 per volta (195, 190, 185…); cominciando a contare da 150, sottrarre 7 per volta (150, 143, 136…); cominciando a contare da 100, sottrarre 3 per volta (97, 94, 91…).

7) Videogiochi!

Quelli contenuti in questo sito web sono veri e propri videogiochi online finalizzati all’allenamento della tua memoria: alxemy, supermarket memory, puppy, dinosaur egg solo per citarne alcuni. Uno più divertente dell’altro, sono adatti anche ai più giovani.
Su Gioco.it 

I piccoli musicisti sono più bravi nelle lingue (e non solo!)

Sappiamo che imparare lingue straniere apre molte strade verso il successo. E così sempre più scuole inseriscono lezioni di lingue per bambini fin dalla più tenera età. I bambini cominciano però -almeno in Italia- con un metodo di studio forse troppo rigoroso e poco improntato al gioco. Un’alternativa divertente ed educativa allo stesso c’è, e si chiama musica. Leggendo diversi studi, ho scoperto che la formazione musicale è l’unico metodo provato per aumentare la piena capacità intellettuale, linguistica ed emotiva di un bambino.

Secondo gli studi, un’ora alla settimana di apprendimento della musica è sufficiente per tutti i benefici del cervello – tra cui una spinta a tutto tondo nelle competenze linguistiche e un aumento significativo del quoziente intellettivo.
Non ti sembra vero?

groovy baby

Quando i bambini iniziano lo studio della musica prima dell’età di sette anni, è provato che beneficeranno di un vocabolario più ricco, di un miglior senso della grammatica e di un QI verbale più alto . Questi vantaggi beneficiano sia lo sviluppo della loro lingua madre che l’apprendimento delle lingue straniere. Nel corso di questi anni cruciali, il cervello è in una fase di forte sviluppo, con il 95% della crescita del cervello che si verifica durante tutto l’arco della vita.
Dunque, la formazione musicale iniziata durante questo periodo aumenta anche la capacità del cervello di elaborare le sottili differenze tra suoni, cosa che giova di molto nella pronuncia delle lingue – e questo dono pare possa durare per tutta la vita: è stato scoperto infatti che gli adulti che hanno avuto una formazione musicale nell’infanzia conservano ancora questa capacità di imparare le lingue straniere più velocemente ed efficientemente rispetto agli adulti che non hanno avuto una formazione musicale prima infanzia.

Ma perché esiste questa forte connessione tra musica e lingue? Gli esseri umani hanno cominciato a creare musica 500.000 anni fa, mentre il discorso e l’utilizzo del linguaggio è stato sviluppato solo 200.000 anni fa. Questa prova evolutiva, come interpretato da ricercatori del calibro di Robin Dunbar dell’Università di Oxford, indica che il discorso come forma di comunicazione si è evoluto a partire dall’impiego della musica. Questo spiega perché se i bambini di età compresa tra sette e nove anni frequentano anche solo un corso di musica di un’ora alla settimana, avranno una maggiore capacità di apprendere sia la grammatica che la pronuncia delle lingue straniere, rispetto ai loro compagni di classe che hanno praticato diverse attività scolastiche o extrascolastiche.

Non dobbiamo dimenticare certamente che i bambini spesso imparano di più quando sono impegnati nel gioco e nella scoperta del mondo. Perciò, piuttosto che estenuanti sessioni di compiti a casa, i bambini dovrebbero poter godere di ore di gioco ed attività ricreative educative ed allo stesso tempo divertenti proprio come la musica, per sviluppare non solo competenze linguistiche, ma anche forti abilità in matematica, alfabetizzazione ed una grande intelligenza.

Studiare lingue online: 10 risorse gratuite

Tenendo bene a mente i consigli di Piero Angelo per lo studio delle lingue straniere, voglio proporti oggi una serie di risorse online per imparare le lingue. Sono tutte gratuite per cui il loro punto debole, se così si può dire, è che bisogna essere un po’ autodidatti.
Se hai molta pazienza e tempo a disposizione potrai sicuramente dilettarti a navigare in questi forum, blogs, portali e siti con esercizi e consigli più disparati.
Se invece sei alla ricerca di un corso che “ti prenda per mano” durante l’arduo percorso di una lingua straniera, insegnandoti efficacemente nel più breve tempo possibile il maggior numero di vocaboli e tecniche comunicative, allora forse può interessarti questo corso di lingue, disponibile per il tedesco, l’inglese, il francese e lo spagnolo.

lingue-straniere

Torniamo ora a tutte le risorse online utili per l’apprendimento delle lingue straniere:

1) Il portale Lingue di Europa
E’ un punto di partenza che potrà aiutarti a capire quale lingua scegliere e perché intraprendere un determinato percorso piuttosto di un altro. Contiene informazioni generali sulle lingue dell´Unione europea.
europa.eu/languages/

2) Label europeo
Un po’ di cultura generale non fa mai male, specialmente per chi è alla ricerca di metodi di studio non convenzionali: questa banca dati elenca tutti i progetti innovativi in materia di insegnamento e apprendimento delle lingue in tutta Europa.
ec.europa.eu/education/language/label/index.cfm#Search

3) Palabea
Più che un portale online vero e proprio è un sito web pensato per mettere in contatto gli aspiranti studenti con madrelingue stranieri che insegnano l’inglese, il tedesco, lo spagnolo, il francese. E’ perfetto se non hai molta confidenza con internet e preferisci l’approccio one-to-one.
www.palabea.com/it

4) Busuu
Un portale davvero degno di nota: permette di imparare le lingue straniere con corsi di lingua interattivi, ma anche di conversare con persone madrelingua.
www.busuu.com/it

5) Livemocha
Livemocha è come una classe virtuale, in cui si prendono lezioni di conversazione di gruppo online, tenuti da istruttori esperti chee si concentrano sulla pratica di conversazione con l’insegnante e con gli altri studenti provenienti da tutto il mondo.
livemocha.com

6) E.L.Easton
Un copioso archivio di interessanti materiali per l´insegnamento e l’apprendimento delle lingue, tra cui grammatiche, test, quiz, dizionari e altro ancora. Un sito utile sia agli insegnanti che agli studenti, per verificare le proprie conoscenze linguistiche.
eleaston.com

7) MyLanguageExchange
Come livemocha è pensato per conversare online, ma è impostato più sull’idea dello sambio: un italiano ed un inglese si incontrano, conversano ciascuno nella propria linga, ed ognuno impara qualcosa della lingua dell’altro. Attraverso la piattaforma potrai pianificare le lezioni entrare in una chatroom o avvalerti dei dizionari online.
www.mylanguageexchange.com

8) Lingoda
Si tratta di una piattaforma online per l’apprendimento delle lingue che offre lezioni di gruppo illimitate, lezioni individuali, un consulente personale per verificare l’apprendimento, insegnanti madrelingua.
http://www.lingoda.com/en/english

9) Pronunciator
E’ tutto improntato sulla pronuncia corretta della lingua; puoi scegliere 60 lingue ed il tuo livello d partenza. Ci sono inoltre diverse sessioni di grammatica e sintassi.
http://www.pronunciator.com/

10) Babelyou
Un servizio gratuito che ti offre corsi, video ed esercizi su oltre 45 lingue diverse e la possibilità di entrare in contatto con la community. Offre inoltre informazioni preziosi su corsi di lingua e stage all’estero
www.babelyou.com

Baby bilingue: una marcia in più!

I bambini molto piccoli, allevati in un ambiente bilingue o multilingue, sono semplicemente dei piccoli prodigio. Nei primi giorni le diverse lingue si mescolano in una terribile confusione: i piccoli fanno errori utilizzando la sintassi di una lingua e le parole di un’altra, ma questi problemi scompaiono rapidamente. Raggiunta l’età di tre o quattro anni  la loro fluidità in ognuna delle lingue sarebbe l’invidia di qualsiasi adulto!

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Molti genitori una volta credevano che insegnare già da bebè una seconda lingua era una cattiva idea, in quanto avrebbe potuto interferire con lo sviluppo della lingua madre. Ma tali credenze sono fortunatamente superati. Diversi sudi sembrano dimostrare che i bambini bilingui hanno, nella prima infanzia, vocabolari più ridotti in ogni lingua rispetto ai monolingui. Ma l’influenza del mono o bilinguismo sulla padronanza del vocabolario viene poi facilmente superata già in età prescolare e scolare, grazie alla formazione ed alle abitudini di lettura e scrittura.

Crescere un bambino bilingue dunque non farà affatto male alla sua lingua principale, anzi, i benefici sono enormi! Bambini bilingui di appena sette mesi superano i monolingui in compiti di “funzione esecutiva” come pianificare attività complesse e stabilire delle priorità. Questo probabilmente perché il monitoraggio sull’uso delle due lingue è di per sé un esercizio di funzione esecutiva.
I bilingui inoltre hanno in media una più tarda insorgenza della malattia di Alzheimer rispetto agli individui monolingue.

Ma come allevare bambini bilingue? In genere, i bambini sviluppano il bilinguismo grazie a genitori che parlano due lingue diverse. Insomma, il fattore fortuna conta molto! Ma non è di per sé sufficiente, poiché se in casa si tende a parlare comunque una ola lingua, la seconda lingua del bambino può atrofizzarsi. Questa è la radice del principio “un genitore, una lingua”, teoria che molte famiglie bilingue perseguono rigorosamente poiché la coerenza è importante per il cervello affinché possa apprendere con facilità.
Ad ogni modo i bambini sono molto bravi a giudicare se vale la pena mantenere un linguaggio o lasciarlo deperire. Per cui entrambe le lingue devono essere “regine” in un determinato territorio, ad esempio si può parlare una sola lingua a casa e l’altra fuori casa. 

Purtroppo, non tutti i bambini hanno la fortuna di avere genitori di due nazionalità. Insegnare ai bambini una seconda lingua, affinché possa essere sufficientemente fluente da essere giudicato bilingue non è compito facile. E a questo punto spetta alla scuola, a corsi di formazione, all’impegno del genitore. Prima il bambino comincerà ad imparare la seconda lingua, meglio la imparerà.

3 posizioni Yoga per migliorare la tua concentrazione

Tra le ore la maggior parte di noi trascorrono davanti alla televisione e il tempo che passiamo on-line, la nostra capacità di concentrazione è praticamente sotto assedio su base giornaliera.
Abbiamo visto però che ci sono tre discipline orientali che aiutano a concentrarsi, tra cui lo Yoga.
Alcune Asana (le posizioni dello oga) in particolare sono studiate appositamente per migliorare la concentrazione, vediamole.

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1) Saluto al sole

Il saluto al sole consiste in una serie dinamica di dodici posizioni. L’intero saluto può essere ripetuto anche più volte di seguito.
Grazie alla varietà delle posizioni che lo compongono, il saluto al sole ha molteplici effetti: allunga profondamente la colonna vertebrale e tutto il corpo; agisce su tutti gli organi e sugli apparati muscolare, respiratorio, ghiandolare, digerente, sistema linfatico e sangiugno.
Ecco come si svolge:

2) Salutation Seal

Questo semplice esercizio di respirazione è un ottimo modo per iniziare la pratica dello yoga se non sei pratico. Seduto a gambe incrociate sul pavimento, porta le mani in posizione di preghiera. Prova a calmare la mente, concentrandoti a inspirare ed espirare profondamente, mantenendo la colonna vertebrale dritta.

3) L’albero

Tutti gli esercizi di equilibrio sono eccellenti per la concentrazione! L’albero si può fare in diversi modi, questo è uno dei più semplici. Piegate il ginocchio destro e afferrare il ginocchio destro con entrambe le mani. Una volta che ti sembrerà di stare in equilibrio, afferra il piede destro, e lentamente appoggialo sulla coscia sinistra con le dita dei piedi puntati verso il pavimento. Muovi le mani in preghiera , e respira mantenendo la posizione per circa 30 secondi.

Se ti senti equilibrato con le mani in preghiera, è possibile spostarli sopra la testa e sia tenerli con le braccia tese e le palme di fronte all’altro o posizionare i palmi delle mani sopra la testa.

Questi erano tre esempi di come le Asana posso aiutare a la tua concentrazione nello studio o nel lavoro, ma possono fare anche molto altro per te!
Lo yoga è una disciplina però, e come tale va seguita con costanza ed impegno. Ora che hai capito come funziona e quali benefici può darti, non ti resta che informarti nel centro a te più vicino!

sta è un’altra posizione di bilanciamento, ma questa volta si sta in equilibrio su le braccia. Iniziate in uno squat con i piedi di distanza dell’anca a parte. Muovere le gambe in modo che i vostri stinchi sono proprio in linea con le vostre ascelle, quindi posizionare i palmi delle mani sul pavimento di fronte a voi. Mai così lentamente, inclinare il peso in avanti. L’idea è di avere i piedi dal pavimento, quindi sei bilanciamento completamente sulle vostre mani.

 

3 discipline orientali che migliorano la concentrazione

Studenti e lavoratori provano tecniche di tutti i tipi per migliorare la concentrazione: medicinali, alimenti, giochi e quiz… e poi ci sono le arti orientali.
Sono delle vere e proprie miniere di saggezza, forza ed equilibrio per il corpo e lo spirito.
Sono vere e proprie discipline che abbracciano un intero stile di vita, più che sport. Eliminano lo stress rilassando la mente e il corpo, e soprattutto -contribuendo ad eliminare pensieri negativi ed ossessivi- sviluppano la concentrazione e la consapevolezza del proprio corpo e della propria anima. Queste arti orientali sono state praticate da milioni di persone per secoli e la ricerca medica ha documentato gli effetti benefici di queste modalità di esercizio.

Tutte queste discipline hanno in comune movimenti lenti e fluidi, eseguiti sempre in uno stato di rilassamento, che portano la persona che  li esegue a provare una benefica sensazione di relax, ma allo stesso tempo di forza e prontezza.

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Tai Chi

Il Tai Chi è un’antica tradizione cinese oltre che un’arte marziale, le sue credenze si pensa siano stati creati dal monaco taoista Zhang Sanfeng nel 12 ° secolo. La frase “Tai Chi” si traduce in “pugno ultimo supremo” o “pugno senza limiti”.

Ecco una lezione di Tai Chi per principianti:

E’ caratterizzato da movimenti lenti e dolci, ma allo stesso tempo decisi. La ricerca moderna ha scoperto che il Tai Chi ha effetti positivi sul controllo dell’equilibrio e sulla flessibilità. Inoltre, sembra possa ridurre il rischio di cadute tra gli individui anziani che hanno sofferto di disturbi cardiaci gravi.
Grazie al Tai Chi potrai sperimentare una sensibile riduzione dello stress, dell’ansia, mentre il tuo umore migliorerà e ti sentirai più concentrato.
Il Tai Chi è considerato sicuro per le persone di tutte le età in quanto non mettere troppo stress sui muscoli e le articolazioni

Qi Gong

Il Qigong è un’antica disciplina curativa cinese che integra posture fisiche e tecniche di respirazione. La parola Qigong (Chi Kung) si compone di due parole cinesi. Qi significa “forza vitale” o “energia vitale” che scorre attraverso tutte le cose nell’universo.

La seconda parola, Gong, significa realizzazione, o abilità che viene coltivata attraverso la pratica costante. Insieme, Qigong (Chi Kung) significa coltivare energia, ed è un sistema praticato per il mantenimento della salute, e per accrescere la propria vitalità.

Il rilassamento muscolare e la respirazione profonda sono la base della pratica, in cui è necessaria anche costante contrazione e poi rilassamento di diverse parti del corpo. Soprattutto la respirazione profonda è capace di infondere alla persona una forte sensazione di relax, che porta in generale ad una più alta concentrazione nello studio e nel lavoro.

Yoga

La parola yoga, deriva dal sanscrito e vuole dire “unione”. Lo yoga è in grado di riunire tutti quei dualismi presenti in noi stessi (corpo e mente, maschile e femminile, sole e luna) con lo scopo di portare riconciliazione ed equilibrio.

Praticare lo yoga contribuisce a ristabilire un equilibrio con l’ambiente circostante e un conseguente senso di pace e benessere interiori. La pratica dello yoga migliora sia lo stato fisico sia lo stato psichico; è di grande aiuto per affrontare lo stress della vita di tutti i giorni, sciogliere le tensioni emotive e le contrazioni;  aiuta infine a migliorare la concentrazione.

Nel prossimo articolo vedremo alcune posizioni Yoga (le cosiddette Asana) che aiutano la concentrazione.

La canzone più rilassante al mondo (ascoltala prima di un esame!)

Si chiama “Weightless”, dura 8 minuti ed è la più rilassante combinazione di armonie, ritmi e linee di basso al mondo. E’ talmente rillassante che contribuisce a rallentare la frequenza cardiaca, ridurre la pressione sanguigna e abbassare i livelli di stress. La canzone include note alla chitarra, al pianoforte e riproduzioni elettroniche dei tipici suoni della natura.

Provate a sentirla:

Come faccio a dire che è proprio questa la canzone più rilassante al mondo?! Ebbene, uno studio è stato da poco condotto su 40 donne, che sono state collegate ed alle quali è stato aumentato il livello di stress attraverso dei compiti sfidanti. Alla fine del test, sono stati riprodotti diversi brani , per testare come interagiscono con la loro frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, la respirazione e soprattutto con il cervello.

I risultati hanno mostrato che la canzone Weightless era l’11 per cento di più rilassante di qualsiasi altra canzone, ed ha persino causato sonnolenza tra alcune donne in laboratorio (non ascoltatela alla guida dunque!). Il semplice ascoltare questa musica ha indotto una riduzione del 65 per cento in ansia generale e le ha portate ad un livello di riposo del 35 per cento maggiore rispetto ai loro tassi abituali. 

il dottor David Lewis-Hodgson, del Mindlab International, che ha condotto la ricerca, spiega che in base agli studi di imaging cerebrale, si è potuto provare che la musica funziona a un livello molto profondo all’interno del cervello, stimolando non solo le regioni responsabili dell’elaborazione del suono, ma anche quelle associati con le emozioni. 

In effetti, le terapie basate sulla musica sono da sempre state usate per aiutare le persone a rilassarsi e migliorare il proprio benessere. Tra le culture indigene di tutto il mondo, la musica è il cuore della guarigione e di culto. Ma questa, questa in particolare – è stato provato – è la canzone più rilassante che possiate ascoltare: insomma, sfruttatela per frenare la tensione prima di un esame, o abbandonatevi alle sue note alla fine di una giornata stressante!

 

Una passeggiata nel verde aiuta la tua memoria!

State studiando da quasi due ore ormai. Le parole che state leggendo cominciano a sovrapporsi, i pensieri scappano via, non riuscite a memorizzare più nulla… E tempo di una passeggiata nel verde!

Molti di voi sapranno che una passeggiata fa miracoli per la mente. Ma un nuovo studio rivela che non è tanto l’atto del camminare, ma il paesaggio intorno a voi che conta davvero.

Marc G. Berman e colleghi presso l’Università del Michigan ha voluto testare l’effetto di uno scenario di una passeggiata sulla funzione cognitiva ( Berman, Jonides & Kaplan, 2008 ). Nel primo dei due studi i partecipanti dovevano svolgere un compito mentalmente impegnativo, seguito da una passeggiata: un gruppo intorno ad un arboreto e l’altro lungo una strada trafficata della città. Dopodiché, entrambi i gruppi hanno ripetuto il test di memoria al loro rientro.
I risultati hanno mostrato che le prestazioni di chi aveva camminato nella natura erano migliori di circa il 20% rispetto a chi aveva passeggiato in città.

Immagine

In un secondo studio i partecipanti non lasciavano il laboratorio, ma durante il periodo di riposo alcuni fissavano le immagini di scene naturali, mentre altri guardavano ambienti urbani. I miglioramenti non erano impressionanti come nel primo studio, ma, ancora una volta, gli alberi ed i campi aiutavano più di strade e lampioni.

Ancora più interessante è capire perché immergersi nella natura permette alla mente di rilassarsi. Kaplan (1995) fornisce una bella spiegazione basata sull’idea che l’attenzione è divisa in due tipi: una è l’attenzione involontaria, che prestiamo a ciò che è più immediato per la nostra sopravvivenza. Abbiamo meno controllo su questo tipo di attenzione e di conseguenza troviamo molto difficile ignorare cose come un’auto che sta per investirci. Un’altra è chiamata Regia attenzione, ed è quella che usiamo per ignorare la nostra istintiva attenzione involontaria. Ora, immaginate di attraversare una strada trafficata: la nostra attenzione involontaria viene attirata da ogni sorta di stimoli: ci altre persone per strada, le sirene della polizia in lontananza, automobili, autobus e moto che sfrecciano sulla strada. Dobbiamo continuamente decidere a cosa rivolgere la nostra attenzione. Ora immaginate di trovarvi in un paesaggio naturale: in questo caso la vostra attenzione involontaria è meno stimolata:  è rivolta al riposo ed al relax e possiamo lasciare che le nostre menti vagano.

Così la natura aiuta il nostro cervello a sfogarsi in modo che possa poi tornare al proprio pieno funzionamento. 

Insomma, quando le nostre menti hanno bisogno di rinfrescarsi, fate una bella passeggiata nel verde, e se ciò non è possibile guarda alcune immagini della natura!